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CHIESA DELLA BEATA CRISTINA

     

    

     

Anticamente questa chiesa era così piccola da essere chiamata Cona. Vi si venerava un quadro della Madonna con il Bambino Gesù in braccio.
Davanti a quella sacra immagine si prostrava la piccola Mattia Ciccarelli, colei che poi diventerà la Beata Cristina.
Nel 1590, in quello stesso posto, la pietà dei fedeli eresse una sontuosa chiesa per accogliere le folle dei pellegrini che affluivano da ogni parte per venerare quel luogo santificato dalla presenza della Beata.
La chiesa intitolata alla Beata agostiniana (1480-1519) è un interessante esempio di architettura religiosa arricchita da apparati decorativi nella facciata, nel campanile e all'interno dell'unica nave.

L'edificio fu realizzato ad unica nave con volta a botte ribassata completamente affrescata. 
La nave è spartita da una balaustra settecentesca che da spazio ad una profonda area presbiteriale occupata da due altari laterali oltre quello maggiore.

Questa parte della chiesa è contraddistinta da un organico disegno decorativo settecentesco che arricchisce e lega formalmente l'area presbiteriale altrimenti monotona nella realizzazione: altare con dado decorato, stipiti sovrapposti da timpani e cartigli, balaustra presbiteriale. 
La facciata pur arricchita da un eccessivo decorativismo nelle finestre, nel portale e negli oculi, risulta nell'insieme un bell'esempio di tardo barocco. Nella parte posteriore si aggancia la torre campanaria a tre sezioni sovrapposte dove la mediana spartita da cornicione modanato marcapiano risulta decorata da stemmi e fascia cordonata.  
La cella campanaria, arrotondata agli spigoli, ripete il decorativismo presente nella facciata.

 

 

Vista notturna La torre campanaria L'orologio della torre
          

 

 

Particolare della facciata

   


 

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